giovedì, 27 dicembre 2007

Da febbraio 2008 parte l'iniziativa "Diamogli credito". Il governo ha deciso di investire sulla formazione, ecco dunque i primi intereventi di sostegno per gli studenti universitari. Nella fattispecie verranno elargiti prestiti per gli studenti universitari tra i 18 e i 35 anni. In sostanza si potrà accedere a prestiti senza garanzia fino a 6000 euro, facendone richiesta a qualsiasi banca aderente all'iniziativa. Garante per gli studenti universitari sarà il Governo stesso grazie ad un fondo costituito appositamente presso il Ministero delle politiche giovanili. Il prestito agli studenti universitari potrà essere utilizzato per pagamento tasse, per l'Erasmus, per master, per acquistare un computer con connessione Wifi o per pagare l'affitto se si è fuori sede. Per accedervi? Essere in regola con gli studi o aver ottenuto un buon voto alla maturità.

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giovedì, 27 dicembre 2007

Scuola: secondo uno studio del Censis, il Lazio è la Regione con minore tasso di abbandono degli studi

22/12/07 - Il Lazio è la regione italiana con il più basso tasso di dispersione scolastica. Ad aver abbandonato gli studi, infatti, è il 12,3% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, contro una media nazionale del 20,6%.

E il dato regionale, riferito al 2006, è diminuito di oltre 3 punti percentuali negli ultimi due anni: era pari al 15,6% nel 2004 e al 14,8% nel 2005. È quanto emerge da uno studio realizzato dal Censis per Labitalia, che fotografa la situazione degli adolescenti nel Lazio, tra dispersione scolastica e lavoro.

Un problema, quello dell'abbandono scolastico, osserva il Censis, che ''continua a restare in agenda'' e che, a livello nazionale, rappresenta ''uno dei fenomeni di maggiore disagio sociale''. Riguarda, infatti, tutti quei giovani che hanno al massimo la licenza media e che abbandonano prematuramente gli studi perché non hanno concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai due anni o che non frequentano corsi scolastici o svolgono altre attività formative.

Giovani che, secondo l'indagine del Censis, non avevano voglia di studiare (57,7%) o che non erano interessati alle materie di studio (27,7%) o magari che erano più attratti da altri aspetti della vita (18%). Lo dimostra anche il fatto che il percorso scolastico, prima di arrivare all'interruzione della frequenza, era già stato accidentato con un'interruzione media della durata di circa 5 mesi e almeno una bocciatura: il 61,7% ha ripetuto un anno, il 30% ha cambiato scuola e il 20% tipo di scuola, mentre oltre il 27% aveva già interrotto la frequenza. Una scelta che nel 56% dei casi non vede d'accordo i genitori, ma in ben il 35,7% trova il loro consenso; addirittura, il 7% dei ragazzi dichiara che i propri genitori non sono interessati alla loro situazione, mentre l'1,4% non ne e' nemmeno informato. Atteggiamenti, questi, avverte il Censis, che esprimono ''un deficit della funzione genitoriale'' e che segnalano ''situazioni familiari di disagio''.

Tuttavia, quasi il 52% degli adolescenti non frequentanti la scuola non è uscito completamente dal circuito formativo, visto che dichiara di seguire un corso. Oltre un quarto, però, afferma di non fare niente di particolare, mentre il 16,4% è entrato nel mondo del lavoro. ''Si tratta di situazioni completamente diverse tra loro – spiega il Censis – perché la permanenza dentro al circuito formativo, sia pure non nelle aule scolastiche, soprattutto per i 16-17enni, rappresenta una scelta che può attivare percorsi di ingresso nel mercato del lavoro e, di per sé, non costituisce una situazione di marginalità completa; al contrario dei casi di adolescenti che già lavorano più o meno regolarmente e di quelli che esplicitamente dichiarano di non fare niente di particolare''.

Quanto a quel 16,4% che, invece, ha scelto di andare a lavorare, ha trovato occupazione nei segmenti più bassi del mercato professionale: barista e operaio i mestieri principali, seguiti da quello di cameriere. Con una notevole diversificazione per sesso, visto che i maschi sono soprattutto operai e camerieri, mentre le femmine lavorano presso parrucchieri ed estetiste. In ogni caso, ben il 74,5% si dichiara soddisfatto del lavoro, contro il 19% circa che invece non lo e', mentre un 6% non ha una opinione su questo aspetto.

''Per un parte importante di ragazzi esclusi dal circuito formativo, quindi, il lavoro diventa una condizione esistenziale accettata – dice il Censis – e addirittura soddisfacente, probabilmente perché viene percepita come più gratificante rispetto alla scuola dove, invece, la gran parte ha dovuto fronteggiare notevoli difficoltà di collocazione, e il fallimento insito in bocciature e rendimento scolastico basso''.

Se si analizza poi il rapporto con la scuola, vale a dire se e in che misura i giovani desidererebbero frequentarla, oltre il 75% esprime un'estraneità totale e definitiva, o perché preferisce quello che fa adesso o semplicemente perché ha un rifiuto totale per l'istituzione scolastica che non ha alcuna intenzione di frequentare.

Corsi di formazione, ozio o lavoro: tutto, dunque, purché non sia scuola. È questo il convincimento di questi ''irriducibili del rifiuto scolastico'', come li definisce il Censis, che segnalano così una condizione esistenziale, oltre che materiale, ''perché le esperienze post-scolastiche, magari nella loro difficoltà o rudezza (come spesso è l'esperienza del lavoro minorile), non hanno innescato alcun ripensamento rispetto alle opportunità legate alla scuola''.

Invece, una quota pari a quasi un quarto dei non frequentanti la scuola ha dichiarato che avrebbe desiderio di stare nelle aule; però, di questi, circa il 21% vorrebbe che la scuola fosse diversa da come l'ha conosciuta. In sostanza, e' un residuale 4% circa la quota di adolescenti che vorrebbe frequentare la scuola ma non può e rappresenta un segmento che vive una condizione ''costretta'', di cui ha piena coscienza e, quindi, sottolinea il Censis, ''avrebbe necessità di un supporto sostanziale per modificare una scelta di vita che ha implicazioni strutturali sul proprio futuro''.

''Sono dati incoraggianti che rilevano un costante calo del fenomeno della dispersione scolastica nella nostra regione. Il 12,3% registrato nel 2006 rappresenta infatti una percentuale oltre 8 punti inferiore alla media nazionale, di oltre 3 punti in discesa rispetto allo stesso dato regionale del 2004. Ma se questo risultato risulta più positivo da un lato, deve anche continuare a preoccuparci dall'altro''. Così il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, commenta lo studio del Censis per Labitalia. ''In particolare -aggiunge- deve farci riflettere lo studio Censis sulle motivazioni di gran parte degli abbandoni e su una realtà familiare che troppo spesso abdica ai propri doveri. È in questo ambito che dobbiamo certamente lavorare perché la scuola possa sempre più apparire agli occhi dei ragazzi e delle ragazze come una scelta moderna e utile per il loro futuro''.

''Ma in questo senso abbiamo anche la necessità – sottolinea Marrazzo – di un grande patto con le famiglie che scommetta tanto sulla responsabilizzazione di chi, ancora oggi, tende a sminuire il fondamentale apporto umano e culturale dei percorsi scolastici, quanto su un impegno delle istituzioni per rimuovere tutti quegli ostacoli sociali ed economici che alterano il naturale rapporto tra una società e i suoi cittadini. Dobbiamo affrontare con determinazione anche la sfida della formazione e dell'istruzione delle famiglie di immigrati per fare sì che al concetto tante volte espresso dell'integrazione si facciano seguire anche i fatti: un buon percorso formativo e' il primo presupposto per un pieno inserimento sociale e lavorativo dei cittadini stranieri''.

''La Regione Lazio – ricorda il presidente – sta lavorando su tanti fronti, ma quello della scuola e della formazione rappresenta ovviamente una priorità, dall'avvenuta approvazione in Giunta Regionale della legge di riforma del diritto allo studio universitario, attualmente in votazione nella commissione consiliare competente, all'approvazione recente del Programma operativo annuale di interventi per il diritto agli studi universitari, che prevede quasi 90 milioni di euro per l'anno accademico 2007/08''.

''E ancora – aggiunge Marrazzo – dal piano regionale per il diritto allo studio scolastico e l'educazione permanente, con 15 milioni di euro complessivi approvati in giunta nel giugno 2007 con l'obiettivo di favorire il diritto allo studio nelle scuole di ogni ordine e grado, con la realizzazione di prestazioni e servizi, ma anche con l'avvio del comodato d'uso per i libri scolastici con l'intento di assicurare il diritto allo studio e contrastare il caro-scuola. Per arrivare, infine, all'ambito della formazione, con lo sblocco oramai quasi totale dei fondi comunitari, dopo la grave situazione che abbiamo trovato nel settore, o all'approvazione dei percorsi triennali sperimentali, con oltre 43 milioni di euro tra fondi regionali, statali e comunitari destinati ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni''.

''C'e' sempre molta strada da fare quando si parla di diritti e crescita dei cittadini, ma la regione Lazio -conclude- ha certamente imboccato quella giusta''.

Anche per Silvia Costa, assessore all'Istruzione, Diritto allo studio e Formazione della regione Lazio, i dati elaborati dal Censis nello studio per Labitalia sulla dispersione scolastica ''confermano che il Lazio si colloca al primo posto in Italia per scolarizzazione, con il 12,3% di dispersione, contro il 20,6% nazionale e i dati ulteriori confermano l'esito positivo delle politiche messe in atto dalla regione, insieme a province e comune di Roma''.

''Un risultato confortante – sottolinea l'assessore Costa – che ci spinge a continuare con determinazione sulla strada già intrapresa. Preoccupa, invece, il dato secondo cui oltre la metà dei genitori dei ragazzi che abbandonano la scuola, pur non essendo d'accordo, non riesce a intervenire adeguatamente e che il 35,7% è d'accordo con la loro scelta, dovuta spesso alla mancanza di voglia di studiare. Il 52% degli adolescenti, tuttavia, non è uscito completamente dal circuito formativo, mentre il 16,4% lavora. Resta però 1 adolescente su 4 che è fuori da entrambi i percorsi. Su questi e sulle loro famiglie dobbiamo concentrarci''.

''Un'importante risposta alla disaffezione nei confronti della scuola – dice Costa – è costituita dai percorsi triennali professionali, rivolti a giovani tra 14 e 18 anni, che nel Lazio hanno coinvolto, ad oggi, 19.337 ragazzi. Realizzati in base a un accordo Stato-Regioni, i percorsi, al cui termine si ottiene una qualifica professionale, si sono rivelati efficaci perché consentono di accedere al mondo del lavoro o di rientrare nella scuola e realizzare comunque l'obbligo di istruzione. Nella nuova Programmazione del Fse 2007/2013, gli obiettivi di più efficaci strumenti di orientamento, sostegno all'apprendimento e accompagnamento al lavoro sono tra quelli prioritari''.

''Tra gli interventi già avviati dalla Giunta Marrazzo, oltre ai percorsi triennali professionali, vi sono quelli -ricorda l'assessore- di sostegno ai progetti degli istituti professionali e all'avvio di 13 Poli formativi. Importante, poi, l'approvazione della legge e del regolamento sulla formazione in apprendistato: strumenti efficaci, insieme ai tirocini formativi da noi finanziati, per affiancare al lavoro anche la formazione''.

 

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venerdì, 21 dicembre 2007

Progetto per la Mobilità europea di giovani laureati

Proponente A.C.T.L. Associazione Per La Cultura E Il Tempo Libero

Tipo di organizzazione Centro di formazione

Attività: Associazione per la Cultura e il Tempo Libero – è un’associazione culturale, no profit, costituita a Milano nel 1986. L’associazione è in possesso del riconoscimento giuridico a carattere nazionale. Si occupa dell'erogazione di servizi di orientametno e di formazione. ACTL opera in quattro diverse aree: 1. Cultura e Tempo Libero; 2. Formazione e Lavoro; 3. Editoria di servizio; 4. Ambiente. In riferimento all’area formazione lavoro gestisce attività di orientamento al lavoro e formazione professionale, organizza premi a concorsi finalizzati all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e alla promozione dell’imprenditorialità. Promuove stage e sviluppa iniziative volte a migliorare il collegamento fra il sistema formativo e il mercato del lavoro. Si avvale della collaborazione di personale altamente qualificato per l’erogazione dei servizi di orientamento, selezione, counseling e inserimento nel mondo del lavoro di disoccupati e inoccupati. Le attività vengono realizzate nelle sedi di Roma e Milano. Nell’ambito dell’editoria ha pubblicato di recente la 2° edizione della guida “volontariato a Milano e provincia”. Gestisce inoltre il portalhttp://www.volontariatoaMilano.it

 

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giovedì, 20 dicembre 2007

Piano urgente per le scuole medie
Fioroni: "Non sanno perché fa notte"

 

 

Le scuole medie italiane avranno nei prossimi mesi a disposizione cinque milioni di euro per organizzare corsi di recupero in Matematica e Italiano. Per l'Italia è la prima volta in assoluto. Il perché lo spiega lo stesso ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che questa mattina ha firmato una direttiva in cui, tra l'altro, si stabiliscono "le strategie di intervento, le attività di sostegno e di recupero e le modalità di utilizzazione del personale". A convincere l'inquilino di viale Trastevere che era necessario intervenire con urgenza è stata l'ultima bocciatura appioppata al nostro Paese dall'indagine Ocse-Pisa.

La figuraccia rimediata nelle cosiddette literacy (alfabetizzazione) in Matematica, Scienze e Lettura dai quindicenni italiani è stata definita dallo stesso ministro "un'emergenza non solo della scuola italiana ma di tutto il sistema paese". "Per questo - spiega Fioroni - porrò la questione al prossimo Consiglio dei ministri e, dopo Natale, in un incontro con il premier, Romano Prodi, e il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, per mettere rapidamente in atto un piano straordinario che coinvolga anche la riqualificazione e aggiornamento professionale dei docenti".

Ma come mai tanto allarme? Dai questionari somministrati per il Pisa 2006 ad oltre 21 mila quindicenni italiani emerge un livello di conoscenze piuttosto scarso se si considera il livello altamente tecnologico dell'ambiente in cui vivono i nostri adolescenti. Il 62 per cento non sa "il perché del giorno e della notte". La stragrande maggioranza non sa spiegare, dunque, che l'alternanza del giorno e della notte è dovuto alla rotazione della terra intorno al proprio asse.


E le cose non vanno meglio se si passa alla Matematica o alla Lettura. Tre ragazzini su 10 non sono capaci di "interpretare" una semplice formula come quella del "Tasso di cambio" da una valuta ad un'altra. E la "lettura" di un semplice grafico diventa una difficoltà insormontabile per un quarto degli alunni. Tutte operazioni che i quindicenni delle altre nazioni europee, in particolar modo dei paesi nordici, e asiatiche sanno svolgere con maggiore disinvoltura.

L'intervento a supporto dei ragazzini delle prime classi della scuola media, con un finanziamento di 5 milioni, mira a combattere la dispersione scolastica e a vincere "la sfida per recuperare al successo scolastico e formativo migliaia di giovani come stabilito dell'agenda di Lisbona". Perché "quasi tutti i debiti formativi dei primi due anni delle scuole superiori - spiega Fioroni - nascono da carenze già emerse negli anni di studio precedenti".
Stesso discorso per le migliaia di studenti che, in possesso di una preparazione traballante, appena si affacciano alla scuola superiore vanno incontro ad una bocciatura. Per questo il ministro della Pubblica istruzione ha deciso di incrementare il fondo per organizzare i corsi di recupero e sostegno. Saranno 320 i milioni che le scuole superiori potranno utilizzare nel 2008. A conti fatti, fa sapere Fioroni, con questa cifra sarà possibile per ogni singolo ragazzo promosso con debito seguire due moduli di recupero di 15 ore. Basteranno a recuperare tutte le lacune di un anno?

Ma, oltre agli studenti, l'attenzione del ministro è rivolta anche ai professori. "Oltre ad attività specifiche di recupero e sostegno, gli insegnanti potranno attivare appropriate strategie di apprendimento in un rinnovato impegno professionale". Occorre, insomma, riqualificare i docenti italiani, la cui età media è di 50 anni, che sarebbero un po' troppo un troppo vecchi per offrire un insegnamento "moderno". E' lo stesso Fioroni a fornire una dato che spicca su tutti: in tutta la scuola media italiana ci sono soltanto due professori di Matematica sotto i 31 anni. "Soltanto con una coralità di sforzo del personale docente, degli studenti e delle famiglie si può invertire la tendenza. Il piano straordinario di aggiornamento dei docenti dovrà quindi iniziare dalla scuola media", ha concluso Fioroni spiegando che "non si tratta di trovare un capro espiatorio ma di mettere mano dove le lacune si sono dimostrate più evidenti".


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mercoledì, 19 dicembre 2007

AlmaLaurea fotografa a chiusura anno la situazione lavorativa dei laureati triennali. La rilevazione sui laureati triennali si è conclusa nel febbraio 2007 ed è relativa alla situazione occupazionale dei laureati 2005. Dai dati si evince che i laureati triennali tendono a continuare gli studi pur cercando lavoro al pari dei colleghi pre-riforma. Il rapporto di AlmaLaurea rivela che l'età media dei laureati triennali è di 26 anni, al di sopra delle aspettative per cui è nato l'ordinamento triennale. Per quanto riguarda la situazione del lavoro i dati sono allarmanti. Solo il 32% dei laureati triennali infatti ad un anno dal conseguimento del titolo lavora. Il 16% invece lavora e continua con la specialistica. Il lavoro in questione però è saltuario, dunque non strettamente collegato alla laurea di primo livello. I laureati triennali in buona sostanza preferiscono continuare a studiare, ma non per reale entusiasmo, quanto per esigenza di lavoro: con i tre anni non si va da nessuna parte. Emblematiche le lauree triennali di psicologia, giurisprudenza e geo-biologiche dove il continuare gli studi è quasi d'obbligo. Dai dati si evince dunque una totale inadeguatezza della laurea di primo livello e una situazione lavorativa dei laureati triennali pressocchè immobile.

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mercoledì, 19 dicembre 2007

Arriva 'Imprendilarte' per sostegno giovani artisti

18/12/07 - Per i giovani artisti del Lazio prende vita 'Imprendilarte', programma sperimentale per l'autoimprenditorialità, che nasce dalla collaborazione tra 'Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome' e Bic Lazio. Il programma ha l'obiettivo di orientare i giovani artisti nel nuovo sistema dell'arte, creando percorsi innovativi di sostegno alla creazione di impresa nel sistema 'arte'. Al centro delle azioni, un corso di formazione di 6 mesi per artisti sotto i 30 anni, che non abbiano mai esposto nell'ambito di una mostra ufficiale e che non abbiano mai pubblicato un proprio catalogo. Il modello si ispira alla tradizione francese che stimola, promuove e premia le sue migliori risorse artistiche.

“Il sistema dell'arte - ha riferito Massimo Riposati, vicepresidente del Modigliani Institut ed editore di 'Carte Segrete' - è molto cambiato negli anni. Inoltre, ci sono tutta una serie di figure intermediarie, come i mercanti d'arte e i collezionisti, che costituiscono - ha spiegato - in certe occasioni, la vera fortuna di un artista. Il quale, proprio perché vede la sua opera esposta in una collezione privata (magari a casa di persone famose), ha l'opportunità di farsi conoscere al grande pubblico. L'obiettivo principale - ha continuato - è quello di evitare che si manifestino, per i nostri giovani talenti, i problemi che Amedeo Modigliani conobbe nella sua breve vita, cioè di non aver mai realizzato una sua mostra personale e un catalogo”.

La collaborazione con Bic Lazio permetterà di realizzare percorsi innovativi di sostegno allo sviluppo d'impresa in un territorio come quello del Lazio, storicamente 'aggregatore' di talenti. “Come Bic - ha detto Enrico D'Agostino, presidente Bic Lazio - abbiamo l'obiettivo di creare una cultura d'impresa improntata all'innovazione e alla creatività. Impegnarci in questo settore, quindi, assolve appieno la nostra 'mission'. Il nostro compito è quello di far comprendere che una buona gestione del modello arte-imprenditorialità potenzia notevolmente lo sviluppo di un territorio”.

Con 'Imprendilarte' i giovani artisti impareranno a relazionarsi con gli attori del mercato specifico, ad autopromuoversi e gestire la parte economica e legale della propria 'impresa'. Il programma ha l'obiettivo di porsi come modello per quei soggetti, come imprese affermate e istituzioni, che vogliano investire nell'economia della cultura.

“Il progetto - ha detto Luigi Campitelli, direttore generale Bic Lazio - deve partire da un assunto: anche l'artista, nel collocarsi in un percorso di sviluppo, deve comprendere a quali bisogni va incontro e a che tipo di mercato relazionarsi. La sfida - oggi - è quella di fornire ai giovani strumenti che consentano loro di rapportarsi con gli attori del mercato. E' un percorso formativo, basato sulla regola della selezione di alcuni giovani artisti da inserire nella sperimentazione, per consentire ai migliori di realizzare una prima mostra e un catalogo”. “Ci auguriamo - ha continuato - che questa iniziativa sia il punto di partenza di un insieme di azioni legate al settore della produzione culturale per capire come valorizzare il potenziale degli artisti”.

“Il nostro compito - ha concluso il presidente del 'Modigliani Institut', Christian Parisot - non è quello di promuovere gli artisti ma quello di creare canali adatti all'autopromozione. Non vogliamo dare delle semplici conoscenze ai giovani, vogliamo, invece, dare un certo tipo di esperienza non solo legata all'ambito della creativita' ma anche a quello dell'imprenditorialità”.

 

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martedì, 18 dicembre 2007
Oggi il Ministro dell'Università e della Ricerca, on. Fabio Mussi, ha incontrato il presidente del "Gruppo di Lavoro Interministeriale per lo Sviluppo della Cultura Scientifica", Luigi Berlinguer, il presidente della "Conferenza Nazionale dei Presidi delle Facoltà di scienze e Tecnologie", Nicola Vittorio e il professor Enrico Predazzi che hanno esposto, sulla base dei risultati ottenuti finora, studi e richieste per lo sviluppo della cultura scientifica.
Durante l'incontro è stato sottolineato l'importante risultato ottenuto con il progetto "Lauree Scientifiche" che ha registrato un'inversione di tendenza nelle immatricolazioni; è stata rilevata la priorità di un rilancio di tutti  i corsi di laurea collegati all'ambito scientifico nell'ottica di uno sviluppo competitivo del paese; è stata concordata l'eventualità di un incontro pubblico di presentazione e discussione dei dati, oltreché l'importanza di un piano di lavoro pluriennale.
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martedì, 18 dicembre 2007

Oggetto: Programma nazionale “scuole aperte”. Indicazioni operative per lo sviluppo del programma, monitoraggio e valutazione.

La Legge 296/2006 (Finanziaria 2007), al comma 627, dispone che al fine di favorire ampliamenti dell'offerta formativa ed una piena fruizione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche, anche in orario diverso da quello delle lezioni, in favore degli alunni, dei loro genitori e, più in generale, della popolazione giovanile e degli adulti, il Ministero della Pubblica Istruzione definisca criteri e parametri sulla base dei quali sono attribuite le relative risorse economiche.

La successiva circolare ministeriale a firma del Ministro del 29 Agosto 2007 (prot. n. 4026/P5  ha presentato il programma nazionale “Scuole Aperte” per l’anno scolastico 2007/2008, definendo gli ambiti di intervento e le procedure attuative, che qui si intendono integralmente richiamate, e rinviando a successive indicazioni operative concernenti lo sviluppo del programma, il monitoraggio e la valutazione delle attività realizzate, la rendicontazione contabile delle risorse assegnate.

La presente nota, che accompagna il piano di riparto delle risorse finanziarie annunciate nella predetta circolare, è pertanto finalizzata a favorire la realizzazione, negli ambiti già individuati, di azioni significative che siano volte ad ampliare l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche ed a valorizzare le specificità territoriali, nell’intento di migliorare negli studenti il livello di apprendimento delle discipline curricolari e di sviluppare, in tutti i possibili fruitori del servizio, il senso di appartenenza alla comunità scolastica.

Le risorse finanziarie indicate al punto 6-II della circolare precedentemente richiamata, per un importo complessivo di 34.000.000 di euro, sono state ripartite fra i diversi Uffici Scolastici Regionali in proporzione alla rispettiva popolazione scolastica, distintamente per le scuole statali e paritarie, come è desumibile dalla tabella di cui all’allegato A.

Ciascuna Direzione regionale, allo scopo di ottimizzare l’utilizzo delle risorse assegnate:

  • inviterà le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, statali e paritarie, a proporre specifici progetti, negli ambiti precisati dalla circolare del 29 agosto sopra citata,
  • costituirà un nucleo di valutazione regionale o più nuclei di livello provinciale, per l’esame e la valutazione dei progetti presentati, avendo cura di garantire un’equa distribuzione territoriale delle risorse assegnate.

I suddetti nuclei avranno i compiti di seguito specificati:

  • esaminare e selezionare i progetti pervenuti, promuovendo in particolare le iniziative da realizzare nelle aree di maggiore svantaggio socio-economico;
  • individuare le modalità di monitoraggio sull’attuazione dei progetti selezionati;
  • valutare l’efficacia e l’efficienza dei progetti finanziati;
  • indicare le procedure di rendicontazione che gli istituti scolastici interessati dovranno seguire, con particolare riferimento agli istituti paritari beneficiari dei finanziamenti.

E’ auspicabile che i finanziamenti di cui trattasi coesistano con altri provenienti da fonti diverse, sia delle scuole stesse che di Enti ed Istituzioni pubbliche e private interessate a sostenere le finalità del Progetto “Scuole aperte”, soggetti con i quali le istituzioni scolastiche adotteranno le modalità di collaborazione precisate nel DPR 275/1999. E’ dunque auspicabile che, pur nella loro diversa fruibilità temporale ed eterogeneità, tutti i fondi disponibili per lo sviluppo del presente Progetto confluiscano in un piano organico di ampliamento dell’offerta formativa delle scuole, nel quale le singole azioni siano tra loro connesse e tutte finalizzate all’acquisizione di conoscenze e competenze certificabili.

Ciò premesso, si precisa che, in conformità a quanto già previsto dalla richiamata circolare del 29 agosto, i progetti delle istituzioni scolastiche dovranno collocarsi nei seguenti ambiti tematici:

  • Potenziamento delle attrezzature scientifiche e della didattica laboratoriale
  • Percorsi di approfondimento dello studio di Dante
  • Promozione dell’attività motoria e sportiva
  • Approfondimento della cultura e della storia locale
  • Potenziamento delle attività di ascolto e studio della musica
  • Promozione delle discipline artistiche, ad esempio: teatro, danza, arti figurative.

Su queste tematiche sono già operanti presso il Ministero alcune commissioni tecniche che hanno elaborato dei contributi utili per la progettazione delle scuole. Tali schede sono consultabili collegandosi al sito www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/scuoleaperte.zip.

Per la promozione dell’attività motoria e sportiva, si rimanda alla
circolare prot. n.5352/P5 del 9/11/2007 di questa stessa Direzione Generale.

Ovviamente si prescinde dagli ambiti tematici sopraindicati relativamente alle iniziative progettuali rivolte alle fasce d’utenza specificate nel par. 4 della Circolare Ministeriale del 29 agosto 2007.

I nuclei di valutazione nella definizione dei criteri per l’esame e la selezione dei progetti da finanziare, dovranno tener conto dei seguenti elementi al fine di garantire una cornice di unitarietà a livello nazionale:

  • svolgimento delle attività in orario diverso da quello dedicato alle lezioni curricolari;
  • realizzazione degli interventi in aree a rischio di devianza giovanile, in zone periferiche delle aree metropolitane, in territori che fanno registrare una forte carenza di centri di aggregazione giovanile o alti tassi di dispersione scolastica.
  • collaborazione con Enti Locali, associazioni ed altri soggetti pubblici e privati che operano sul territorio, con i quali sarebbe opportuno formalizzare i rapporti di collaborazione attraverso appositi accordi, convenzioni, protocolli d’intesa o atti similari;
  • promozione di reti di scuole e di reti interistituzionali, ovvero di “patti educativi territoriali” al fine di agevolare la possibilità di fruizione da parte degli studenti, delle famiglie e degli adulti in generale e di potenziarne la efficacia formativa;
  • organicità del progetto nel piano dell’offerta formativa;
  • coinvolgimento nella progettazione, delle rappresentanze delle famiglie, e nelle scuole di secondo grado, degli studenti;
  • previsione di una specifica fase di verifica, in itinere e al termine delle attività progettuali, circa l’efficacia delle stesse in riferimento agli obiettivi previsti ed ai risultati attesi.

Una volta definita, la griglia di valutazione sarà oggetto di informativa alle OO.SS. di categoria.

Si fa presente che una quota dei finanziamenti stanziati per la realizzazione dei progetti anzidetti, sulla base del riparto indicato nella tabella allegata, può essere destinata alla copertura delle spese necessarie per l’apertura, la vigilanza, il funzionamento e la pulizia dei locali della scuola durante le ore pomeridiane, ove l’E.L. competente non sia assolutamente in grado di assumersene l’onere.

Altrimenti, la suddetta quota andrà ad incrementare il budget assegnato per il finanziamento delle attività progettate.

I progetti, elaborati dai competenti organi collegiali, devono pervenire entro il 21 dicembre 2007 agli UU.SS.RR. o agli UU.SS.PP. di competenza, a seconda della scelta operata a livello territoriale dalle SS.LL.

Gli adempimenti di esame e selezione dei progetti da parte degli USR dovranno concludersi entro il 20 gennaio 2008.

Il piano regionale dei progetti selezionati, previo confronto con il FORAGS e con il coordinamento regionale delle Consulte degli studenti per la parte relativa agli istituti superiori, dovrà essere inviato alle scuole , perché possano immediatamente avviarne la realizzazione, e a questa Direzione Generale.

Al riguardo si comunica che si sta procedendo alla costituzione di un gruppo di lavoro, di livello nazionale e composizione interdirezionale, che si interfaccerà con i nuclei di valutazione territoriali e con le Commissioni tecniche operanti presso questo Ministero già richiamate, con il compito di svolgere un’azione di monitoraggio e di valutazione dei progetti attuati nell’intento di aggiungere contributi significativi ai risultati della sperimentazione delle innovazioni introdotte nell’ordinamento del sistema scolastico nazionale.

Si ringrazia e si confida nella consueta e professionale collaborazione delle SS.LL, tanto per la diffusione massima della presente, quanto per la sua puntuale applicazione.

Il Direttore Generale reggente
F.to Lucrezia Stellacci

 

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martedì, 18 dicembre 2007

Protocollo intesa tra Regione Lazio e Istituto Zooprofilattico per tutelare la biodiversità

17/12/07 - “Dopo la recente uccisione di cinque esemplari di orso marsicano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, abbiamo ritenuto indispensabile dare una ulteriore e forte risposta per contrastare il fenomeno criminale del bracconaggio sulle specie selvatiche ed anche a quello dei maltrattamenti e le  uccisioni di tutti gli animali, compresi quelli domestici. Il Protocollo d’intesa tra l’Assessorato all’Ambiente e l’Istituto Zooprofilattico prevede l’istituzione di un’unità specialistica di medicina forense e veterinaria che avrà il compito di tutela e conservazione della biodiversità”, ha affermato Filiberto Zaratti, Assessore all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli, durante la firma del Protocollo.

“Abbiamo individuato presso Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana – prosegue Zaratti – l’unità specialistica che attraverso strumenti di tipo tecnico-scientifico ci permetterà di combattere il fenomeno e di individuare e perseguire i colpevoli di questi aberranti crimini. In Italia, tra le cause di riduzione della biodiversità, il bracconaggio e l’uso di esche avvelenate provocano ogni anno un numero elevato di uccisioni di lupi, orsi, grifoni e tante altre specie protette. Negli ultimi anni si è assistito a una crescente richiesta da parte delle autorità giudiziarie, degli enti gestori delle aree protette, delle associazioni ambientaliste, di specifici esami tossicologici o di perizie medico legali per verificare e rilevare azioni dolose nei confronti della fauna protetta. Il protocollo d’intesa avrà il compito di sviluppare attività diagnostiche di ricerca su specie selvatiche, sia terrestri, sia marine, per fornire supporto tecnico scientifico alle indagini medico legali, promosse dalle autorità giudiziarie.  L’unità specialistica di medicina forense fornirà inoltre un valido aiuto per gestire il sistema delle aree naturali protette del Lazio offrendo supporto alle attività di vigilanza e alla pianificazione”.

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martedì, 18 dicembre 2007

Progetto per promuovere conoscenza servizio civile tra i giovani

17/12/07 - Entra nel vivo l’accordo sottoscritto ad inizio mese tra tutte le istituzioni d’istruzione del Lazio per promuovere la conoscenza del servizio civile tra i giovani. Sei volontari inizieranno un percorso di divulgazione del senso di militanza pacifica al servizio della comunità e l’educazione alla pace di in 40 istituti scolastici superiori di Roma e provincia. Il progetto, chiamato ‘Educare alla Pace’, ha lo scopo di avvicinare gli studenti al significato e alle opportunità offerte dal servizio civile nel campo dell'educazione alla pace e alla convivenza civile, ma anche della formazione civica, sociale, culturale e professionale, dopo che negli ultimi anni ul numero di adesioni ha fatto registrare una flessione.

Le quattro le istituzioni coinvolte (regione Lazio, provincia di Roma, comune di Roma e Ufficio scolastico regionale del Lazio) hanno previsto, oltre all’operato dei volontari, una serie di conferenze, incontri con le ultime classi delle scuole medie superiori, dibattiti nelle sedi universitarie e redazione di pagine web.

 

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