La laurea breve, conosciuta come quella del 3+2 è ancora sotto polemica. Ci si chiede in sostanza a cosa serva una laurea breve, che pur avendo il merito di aver ridotto il numero dei fuori corso, non permette agli studenti di poter investire nel lavoro. Otto studenti su dieci infatti non si fermano alla laurea breve. C'è da chiedersi se questo accade per la voglia di saperne di più o per il fatto di non saper dove sbattere la testa. Ad Almalaurea pendono per questa seconda ipotesi. I ragazzi iscritti ad una laurea breve sono verosimilmente costretti a continuare con la specialistica o con un master, pena il non riconoscimento nei luoghi lavorativi. Paradossalmente l'università conferisce un titolo, la laurea breve, che alla luce dei fatti non viene riconosciuto. Tanti i casi di studenti laureati con il percorso della laurea breve e impossibilitati a trovare un'occupazione degna nel settore di studio. Le risposte sono più o meno sempre le stesse: "Hai la specialistica o almeno un master?". Ecco allora che le porte si chiudono. Ci si chiede se l'introduzione della laurea breve sia stato più un tentativo di offrire numeri positivi alle indagini Istat o se davvero c'era una coscienza reale di voler favorire l'introduzione nel mondo del lavoro in un età più bassa rispetto a quanto si era abituati a vedere. Gli anni di media che si passavano all'università, con il vecchio ordinamento, erano sette.. segno che il fuori corso era di norma. Con la laurea breve questo dato si è abbassato considerevolmente ma non è servito di certo a migliorare le condizioni lavorative di tanti giovani. laurea breve un flop quindi? C'è chi dice di si...





