venerdì, 27 febbraio 2009

Edilizia scolastica: alle 5 Province assegnati 45 milioni

27/02/09 - La giunta regionale del Lazio ha approvato oggi la delibera che, nella previsione di un Fondo straordinario triennale di 45.000.000 di euro per l’edilizia scolastica, ha definito la ripartizione dei finanziamenti per le amministrazioni provinciali.

Le disponibilità del fondo vengono ripartite secondo l’entità della popolazione studentesca delle scuole secondarie di secondo grado di ciascuna delle Province della Regione. In questo senso, secondo i dati forniti dall’ufficio scolastico Regionale per il Lazio, riferiti all’anno scolastico 2008/2009, la popolazione studentesca risulta così suddivisa:
Provincia Numero di alunni Percentuale
FROSINONE 26.729 10,732%
LATINA 27.944 11,220%
RIETI 7.668 3,079%
ROMA 174.420 70,035%
VITERBO 12.287 4,934%
Totale 249.048 100,00%
“Con tali premesse – ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Bruno Astorre – al fine di consentire la programmazione di interventi urgenti e improcrastinabili, si è intanto attribuito a ciascuna amministrazione provinciale un importo fisso di 1.000.000 €, a valere sull’annualità 2009, ferma restando la ripartizione delle disponibilità residue del fondo secondo il numero della popolazione studentesca”.
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venerdì, 27 febbraio 2009
SCUOLA & GIOVANI

Il resoconto sull'amministrazione pubblica: si spende il 4,7% del Pil
Come nove anni fa. Ma ora si aggiungono i tagli decisi dal governo

Scuola povera, l'Istat conferma
"Italia cenerentola d'Europa"

 
Italia agli ultimi posti in Europa per spesa relativa all'Istruzione. Il dato è stato pubblicato due giorni fa dell'Istat nell'annuale resoconto sulle "Spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche italiane per funzione". Solo in Germania e Grecia la spesa per l'istruzione è percentualmente più bassa rispetto all'Italia, tutti gli altri paesi dell'Ue a 15 stati spendono di più. Il dato è del 2007 e non tiene conto della manovra del governo Berlusconi che taglia impietosamente su scuola e università. Ma è sufficiente a spiegare che dal 2000 ad oggi la spesa per la scuola pubblica è in calo.

In Italia, oltre due terzi della spesa complessiva è assorbita da Sanità, Protezione sociale e Servizi generali. Quest'ultima è la spesa più consistente in assoluto: oltre 135 miliardi (il 19,4 per cento della spesa totale) di euro nel 2007 per, tra le tantissime attività remunerate, il supporto ad organismi esecutivi e legislativi e "la formulazione, il coordinamento e il monitoraggio di programmi di sviluppo economici e sociali globali".

E la scuola? Tutte le spese sostenute dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali per l'Istruzione ammontano a più di 71 miliardi. Una cifra che potrebbe sembrare enorme ma così non è. Per la Sanità si spendono 105 miliardi (il 13,6 per cento della spesa complessiva), per la protezione sociale (pensioni di invalidità, assistenza ai disabili, assegni di malattia e pensioni di vecchiaia, solo per citare alcune voci) 281 miliardi (il 37,3 per cento) mentre 12 miliardi vengono destinati ad "attività ricreative, culturali e di culto". Oggi, la spesa per l'istruzione assorbe il 9,6 per cento della spesa complessiva. Nel 2000 sfiorava il 10 per cento. Se si rapporta la spesa alla ricchezza prodotta (il Pil) siamo al 4,7 per cento, una percentuale sostanzialmente analoga a quella di nove anni fa.

E in Europa? Le cose vanno diversamente. I 15 paesi dell'Ue dirottano sull'Istruzione in media il 10,5 per cento della spesa complessiva: una cifra di gran lunga più vicina a quella sostenuta per Sanità (13,3) e per Servizi generali (14,9). E questi dati, per l'Italia, sembrano destinati a peggiorare. La manovra finanziaria dell'esecutivo taglierà nel prossimo triennio quasi 8 miliardi alla scuola (quasi tutti sul personale) e oltre uno e mezzo sull'università
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martedì, 24 febbraio 2009

La Regione stanzia 1 milione e 400mila euro per messa in sicurezza nei parchi

23/02/09 - Recinzioni, illuminazione, videosorveglianza: sono i sistemi di sicurezza che la Regione Lazio mette in campo per tre parchi di Roma: il parco dell'Appia Antica, il parco di Veio e l'ente RomaNatura. Per tale progetto la Regione ha finanziato nel 2008 con 1,4 milioni di euro interventi per la riqualificazione e la messa in sicurezza di questi parchi. A presentare gli interventi, in una conferenza congiunta, gli assessori alla Sicurezza e all'Ambiente, Daniele Fichera e Filiberto Zaratti.

Metà dei fondi sono stati stanziati per la demolizione e la bonifica degli insediamenti abusivi mentre i restanti saranno utilizzati per la messa in sicurezza delle aree verdi.

In particolare nel parco dell'Appia Antica sarà realizzata una recinzione metallica nell'area di via Tacchi Venturi fino a Cessati Spiriti, mentre saranno messe in sicurezza, con delle grate in rete metallica e con l'installazione di un cancello, le aree adiacenti le Cisterne Romane. Nel parco di Veio sarà allestita una centrale operativa e realizzato un sistema di trasmissione dati verso la Centrale. Inoltre verranno installate 4 postazioni di videosorveglianza e verranno acquistati 20 palmari per la visione remota delle immagini nella Sala operativa in dotazione al personale di vigilanza.

Infine nell'ente RomaNatura sarà completata l'illuminazione della strada di accesso a Villa Mazzanti e sarà ripristinato l'accesso, con l'installazione di un cancello, alla Riserva di Monte Mario. Inoltre sarà realizzata una recinzione di 200 metri, un sistema di illuminazione fotovoltaica e un cancello di accesso alla Riserva dell'Insugherata.

“Si tratta di interventi importanti da parte della Regione - afferma l’assessore Daniele Fichera - ma c'e' da fare un investimento tecnologico sulle strutture che mettono in condizione di intervenire rapidamente. Mi aspetto questo stanziamento ulteriore per la sicurezza nel decreto del governo perché oggi la situazione e' che la Regione finanzia la centrale operativa della Questura di Roma".

Zaratti, invece, puntualizza che "le recinzioni saranno aperte durante le ore del giorno mentre di notte i parchi verranno chiusi per non far entrare nessuno".
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martedì, 24 febbraio 2009
Il monito del capo dello Stato durante le celebrazioni per i 700 anni dell'ateneo di Perugia
"Stop a generalizzazioni liquidatorie. L'università leva di sviluppo, non disperdere talenti"

Napolitano: "No tagli a ricerca"
Gelmini: "Elimiano solo gli sprechi"

Brunetta: "Senza polemica, non ci sono state riduzioni indiscriminate"
La solidarietà degli studenti al presidente della Repubblica


 
PERUGIA - Le università italiane necessitano di "valutazioni e interventi pubblici puntuali" ed è necessario rivedere alcuni tagli che, sebbene dettati da motivi di bilancio, sono risultati "indiscriminati". E' un appello critico quello giunto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che durante un discorso per le celebrazioni dei 700 anni dell'Università di Perugia invoca maggiori risorse e più attenzione per gli atenei, "leva di sviluppo". Poco dopo, da Roma, la replica del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: "E' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi". Anche il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta obietta: "Senza alcuna polemica, ma non ci sono stati tagli indiscriminati, anzi, abbiamo salvato l'Italia con la manovra di luglio 2009-2011 pari a 36 miliardi di euro".

Il discorso di Napolitano. A Perugia l'attualità irrompe sulla scena. Prima, quando il capo dello Stato rivendica il suo diritto a fare richiami pubblici. E poi quando, di fronte all'aula gremita, il rappresentante degli studenti Amabile Fazio lo ringrazia per aver difeso la Costituzione "più volte in questi giorni messa in discussione con provvedimenti che minano la libertà di scelta di ciascun cittadino". Un grazie, quello degli studenti, per "non essersi piegato alla volontà di pochi".

Napolitano invita a definire le riforme per l'Università senza abbandonarsi a "generalizzazioni liquidatorie". Bisogna guardare i singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca "con coraggio", e considerare ciò che accade nel resto d'Europa e nel mondo "può suggerire" delle soluzioni.

Il presidente è consapevole che la situazione del Paese "è di straordinaria difficoltà per via della crisi e dei pesi che l'Italia si porta, tra cui l'ingente debito pubblico", ma l'esigenza rimane comunque quella di "salvaguardare il nostro capitale umano". "La ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell'economia. Questa è una verità difficilmente contestabile", argomenta il presidente della Repubblica.

Il messaggio di Napolitano è di "evitare la dispersione di talenti e risultati del nostro sistema scolastico e universitario", che troppo spesso "non sono tradotti in occasioni di lavoro e di sviluppo". La chiave di volta, secondo il capo dello Stato, è "un'accurata politica che sappia tenersi saggiamente in equilibrio tra il rigore della spesa e la necessità dell'investimento lungimirante".

La replica di Gelmini. Pronta la replica, a distanza, del ministro dell'Università: "Le preoccupazioni del presidente sono anche quelle del governo. La ricerca e l'università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero che in questa fase di difficoltà economica è necessario investire il denaro pubblico con attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci".

"Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose - prosegue il ministro - il governo con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate.

Il plauso degli studenti. Il rappresentante degli universitari perugini, Fazio, sottolinea come Napolitano "nonostante critiche e pressioni, sia stato un vero esempio di come i principi della Costituzione vivano realmente nelle persone che hanno vissuto lo spirito costituente". Non è stato l'unico intervento in sostegno del capo dello Stato: il movimento Sinistra Universitaria-Unione degli universitari gli ha fatto avere una "lettera di solidarietà", in difesa della carta costituzionale. "Negli articoli della nostra Costituzione - dice Tommaso Bori, coordinatore del movimento - ritroviamo il nostro essere di studenti".
(23 febbraio 2009)
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venerdì, 20 febbraio 2009
SCUOLA & GIOVANI

Trentamila richieste di pensione in elementari e medie, il 30% in più del 2008
Uno spiraglio per i precari: si annunciano 20mila immissioni in ruolo

Scuola, la grande fuga dei prof
dopo i tagli annunciati dal governo


 
Trentamila pensionamenti e ventimila immissioni in ruolo. Ecco i numeri che tengono banco in questi giorni nella scuola. Una fuga soprattutto dalla scuola elementare e media, dove la manovra del governo sta cercando di rastrellare il maggior numero di posti. Il secondo dato - quello delle immissioni in ruolo - dà un po' di speranza alle migliaia di precari della scuola che, alla luce della riforma Gelmini, non sanno "di che morte moriranno". Ma purtoppo gran parte dei posti attualmente occupati dai precari si volatilizzeranno.

La partita degli organici 2009/2010 è ancora aperta e tutta da giocare. La scorsa settimana i sindacati della scuola hanno incontrato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per dire la loro su tagli e organici del personale. Intanto, il conteggio di coloro che hanno presentato domanda per lasciare la cattedra dal prossimo primo settembre è virtualmente completo. Sono quasi ventinovemila (tra docenti e Ata) le istanze presentate presso gli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditorati agli studi) della Penisola.

L'anno scorso furono in totale poco più di 23 mila. Ma è alla scuola primaria e nella secondaria di primo grado che l'incremento di cessazioni dal servizio è più consistente. All'elementare i pensionamenti crescono del 33 per cento e alla scuola media di qualche punto in meno: il 30 per cento. Alla materna (ora scuola dell'infanzia) e al superiore gli incrementi rispetto al 2008 sono decisamente più contenuti (18 e 16 per cento, nell'ordine) e tra il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) si registra un dato sostanzialmente stabile (più uno per cento).

Secondo le prime analisi formulate dai sindacati sono tre i fattori che hanno determinato il boom di pensionamenti: lo spauracchio che venisse elevata l'età pensionabile per le donne, i tagli al personale della scuola elementare e materna e il pensionamento forzoso per coloro che hanno già maturato 40 anni di servizio e 65 di età.

Infatti, il maestro unico di riferimento nella scuola primaria e la riorganizzazione del tempo scuola alla media consentirà un taglio che secondo le intenzioni del governo dovrebbe attestarsi attorno alle 42 mila unità. Circostanza che costringerà a settembre migliaia di insegnanti di ruolo a cercarsi una nuova sistemazione. "Meglio lasciar perdere", hanno pensato in parecchi. Ma non solo: le esternazioni del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sull'età pensionabile delle donne ne hanno indotte parecchie a svicolare "prima che fosse troppo tardi".

Manon tutte i mali vengono per nuocere. La fuoriuscita dai ruoli del personale docente apre uno spiraglio per le migliaia di precari in attesa nelle graduatorie provinciali. Durante un incontro con i tecnici ministeriali sono stati ipotizzate 20 mila immissioni in ruolo a partire dal prossimo primo settembre: 7 mila su posti di sostegno, altri 7 mila per la scuola superiore e 6 mila per il personale Ata. I precari della scuola elementare e media, per quest'anno, dovrebbero restare a bocca asciutta, mentre è possibile che si riesca a racimolare qualche centinaio di posti per le maestre di scuola dell'infanzia.
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martedì, 17 febbraio 2009

Festival del documentario scientifico - Rome Docscient Festival

Dal 18 al 22 Marzo a Roma

Nell'ambito delle attività di promozione della cultura scientifica e delle produzioni audiovisive

Regione Lazio - Ass. Politiche Culturali
e
Associazione Culturale Progetto Scienza

in collaborazione con

CNR - Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione
UNIROMA 2 - Ufficio Parco Scientifico
UNIROMA 1 - Facoltà di Scienze della Comunicazione
UNIROMA 3 - Facoltà di Scienze MFN
Zètema srl
Associazione Galileo

presentano

ROME DOCSCIENT FESTIVAL

18 - 19 - 20 - 21 e 22 Marzo a Roma presso il Villino Medievale di Villa Torlonia "Technotown" - Via Lazzaro Spallanzani 1

20 Marzo presso la Sala Marconi della Sede Centrale del C.N.R., Piazzale Aldo Moro 7, Roma.

Il ROME DOCSCIENT FESTIVAL è uno showcase di produzioni internazionali ad alto contenuto scientifico realizzate su supporto audiovisivo: dalla divulgazione scientifica, al documentario di intrattenimento, al materiale di archivio.

L'iniziativa intende promuovere e rendere disponibile al pubblico prod

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martedì, 17 febbraio 2009

La prima festa delle biblioteche e dei musei del Lazio

13/02/09 - Un’occasione per i cittadini di conoscere i musei e le biblioteche del Lazio, le eccellenze e le buone pratiche di una rete diffusa su tutto il territorio laziale. Una opportunità, al tempo stesso, per gli operatori di confrontarsi e di  condividere esperienze e innovazioni. È la prima festa delle biblioteche e dei musei, promossa dall’assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, che si svolgerà dal 18 al 21 marzo 2009 nella struttura della ex-Gil di Largo Ascianghi 5 a Roma.

Quattro giorni in cui si succederanno incontri, seminari e workshop ad eventi e iniziative di animazione dedicati ai diversi pubblici, dai bambini ali anziani.

È un momento importante dell’azione di governance regionale che vuole riconoscere e valorizzare il lavoro spesso poco conosciuto ma straordinario degli operatori museali e bibliotecari. Al tempo stesso la festa rappresenta un momento chiave per la programmazione regionale. Infatti, in queste giornate verrà avviata la discussione per presentare e discutere  con gli operatori e gli enti locali del Nuovo Piano settoriale sui servizi culturali della Regione.

La festa vivrà, poi, sui territori in cui – nello stesso periodo- sono previste attività di animazione e valorizzazione collegate all’evento regionale.
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martedì, 17 febbraio 2009
Peggiorano tutte, Bologna 192esima. Al vertice Usa e Regno Unito
La classifica del Times: prestigio tra gli accademici e capacità di attrarre studenti stranieri

Università, l'Italia retrocede
nella top 200 un solo ateneo


 
Gli atenei italiani perdono terreno nelle classifiche internazionali. Ma secondo il rettore dell'ateneo di Bologna non è solo colpa degli delle università nostrane. "Mancano i fondi e in futuro le cose peggioreranno", dice Ugo Calzolari. Nel World university rankings 2008, il nostro sistema universitario piazza soltanto 7 atenei. Un anno prima, erano 9 le università italiane presenti nella top 400 e quasi tutte piazzate meglio rispetto al 2008. La graduatoria che mette in fila le migliori università del mondo, pubblicata alla fine del 2008, viene stilata annualmente dalla britannica The Times - Higher Education Supplement in collaborazione con QS (Quacquarelli Symonds) è alla sua quinta edizione.

Ai primi posti si piazzano università americane e inglesi. Secondo gli autori della classifica, al top dell'istruzione terziaria mondiale ci sono Harvard, Yale, Oxford e Cambridge. Gli atenei italiani fanno fatica a conquistare posizioni di prestigio e per trovarne una bisogna scorrere l'elenco quasi fino alla duecentesima posizione. E' l'ateneo statale di Bologna, che oggi si ritrova al 192° posto mentre nel 2007 era al 173° posto, la punta di diamante dell'istruzione universitaria italiana. Altre sei università (Roma-La Sapienza, il Politecnico di Milano, gli atenei di Padova, Pisa e Firenze e l'università Federico II di Napoli) rientrano nella top 400. Una sostanziale bocciatura che arriva d'oltremanica proprio mentre in Italia si parla di lotta agli sprechi, tagli ai finanziamenti e ai Baroni.

"Bologna - spiega Calzolari - è nella top 200 per la sua reputazione accademica internazionale. Ma il numero di docenti e studenti stranieri dipende dalle nostre capacità economiche. All'estero i docenti guadagnano di più e ospitare studenti stranieri costa". "La graduatoria - chiarisce Cristiano Violani, presidente del nucleo di valutazione del La Sapienza di Roma, che l'anno scorso figurava al 183° posto - si basa su parametri piuttosto semplici che spesso vengono dichiarati dalle stesse università. Ma quello che pesa maggiormente è il giudizio dei docenti universitari e dei datori di lavoro". Ma una cosa è certa: "L'assenza sia di interventi, sia politiche basate su letture superficiali dei ranking - continua Violani - possono far arretrare l'Italia anche in punti di relativa forza".

Per mettere in fila 400 università sparse nei cinque continenti sono stati presi in considerazione sei indicatori che puntano soprattutto sul livello qualitativo delle ricerche scientifiche condotte nei vari atenei e sulle opportunità di lavoro che si aprono agli studenti che riescono a laurearsi nelle più prestigiose università. Ma non solo: il punteggio complessivo attribuito alle prime 400 università prese in considerazione dipende anche dal giudizio di 6.354 accademici di livello internazionale e da 2.339 datori di lavoro del settore pubblico e privato sparsi in tutto il mondo. Per certificare quali sono le università che lavorano al meglio è stata presa in esame anche la presenza di docenti e studenti stranieri, due parametri che dovrebbero indicare il livello di attrattività degli atenei, il rapporto docenti/studenti e il numero di ricerche scientifiche più citate dai colleghi delle altre università.

Violani ci tiene a precisare tuttavia che "nel nostro paese il livello del servizio universitario è abbastanza omogeneo. Per rendersene conto basta guardare la classifica dei sistemi universitari dove l'Italia si piazza al 12° posto". E per assegnare la leadership nei diversi ambiti disciplinari sono state predisposte cinque diverse classifiche (biomedico, artistico/umanistico, delle scienze sociali, tecnologico e delle scienze naturali) con le migliori 100 università del mondo. In ambito tecnologico, dove primeggia il Mit (il Massachusetts institute of technology), il Politecnico di Milano, che affianca la Columbia university, si piazza al 63° posto. Nella speciale graduatoria relativa all'Europa i primi atenei italiani sono al 78° (Bologna) e all'85° posto (La Sapienza).

La bocciatura delle università italiane ha aperto l'ennesima polemica politica. "La classifica pubblicata dal Times - dichiara il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini - dimostra che il sistema universitario italiano vive una fase veramente difficile". Secondo il ministro "i problemi sono strutturali e di sistema". "Non sono - continua - come, qualcuno ha detto più per motivi di lotta politica che per una analisi tecnica della realtà, legati alla quantità di risorse che si investono nell'università. Questo è un falso problema". La questione centrale "non riguarda quanto si spende ma come si spendono i soldi dei cittadini".

"Davvero non si capisce - risponde il ministro ombra dell'università, Maria Pia Garavaglia (Pd), come si possa prendere a pretesto la classifica annuale del Times per giustificare la sciagurata politica che il governo sta infliggendo al nostro sistema". Ma è possibile fare qualcosa per invertire la tendenza? "Basta guardare alla Francia di Sarkozy che ha dato il compito di rilanciare il sistema a 10 poli universitari e stanziato 5 miliardi di euro. In Italia basterebbe individuare 15 atenei che funzionano", risponde il rettore dell'università i Bologna.
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martedì, 17 febbraio 2009

PROGETTO LEONARDO DA VINCI
> “Unipharma Graduates 5”
>
> 50 stages di 24 settimane presso centri di ricerca chimici,   farmaceutici
> e biotecnologici europei
>
> Bando e application form online su
>
>
http://www.uniroma1.it/internazionale/europa/prog/leonardo/unipharma/bando/
>
> e
>
>
http://www.unipharmagraduates.it/
>
> Scadenza: 31 marzo 2009
>
>
> I candidati, di età non superiore ai 27 anni, dovranno aver   conseguito
> una laurea specialistica o magistrale in chimica, chimica  industriale,
> farmacia, chimica e tecnologia farmaceutiche, scienze   biologiche o
> biotecnologie da non più di 18 mesi, con un voto non   inferiore a 105 e
> avendo discusso una tesi sperimentale eseguita in   laboratorio.
>
> E’ richiesta una buona conoscenza dell’inglese
>
> Lo stage di ricerca potra’ essere svolto presso centri di ricerca
> privati o pubblici  tra cui: BayerCropScience (Frankfurt and   Monheim,
> DE), Sanofi-Aventis (Frankfurt, DE), Unilever (Liverpool,   UK), Babraham
> Institute (Cambridge, UK), Centre for Genomic   Regulation (Barcelona, E),
> Ecole Normale Supérieure (Lyon, F), INRA   (Nantes, F), Institut Curie
> (Paris, F), Institute of Food Research   (Norwich, UK), Karolinska
> Institutet (Stockholm, S) (elenco completo  su
www.unipharmagraduates.it)
>
> L'ammontare di ciascun contributo è di € 2.654,00 per 24 settimane
> (spese di viaggio e soggiorno).
> Alcuni centri ospitanti offriranno un contributo economico aggiuntivo.
>
>
> I candidati, dopo aver letto attentamente il bando, le FAQ e le   altre
> informazioni disponibili sui siti
>
http://www.uniroma1.it/internazionale/europa/prog/leonardo/unipharma/bando/
> e
www.unipharmagraduates.it
>
> possono contattare il Responsabile Scientifico del progetto
> all'indirizzo
luciano.saso@uniroma1.it

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mercoledì, 11 febbraio 2009

12 febbraio 2009 Presentazione del volume:
“60 Anni di Libertà”,
la Costituzione illustrata per i ragazzi delle scuole elementari e medie

 

 

Nell’ambito delle iniziative promosse per i sessant’anni della Costituzione Italiana, l’Assessore all’ Istruzione Silvia Costa  è lieta di presentare il giorno 12 febbraio 2009 alle 15.00  presso la scuola secondaria di I grado “Lucio Lombardo Radice” – Via Achille Tedeschi, 85, il volume “60 Anni di Libertà”, la Costituzione illustrata per i ragazzi delle scuole elementari  e medie, realizzato in collaborazione con la Presidenza della Regione Lazio.

 
Il libro è già stato distribuito in circa 400 scuole secondarie di I grado della Regione Lazio e vuole essere lo spunto per una riflessione più ampia, ma soprattutto continuativa sui principi della nostra Costituzione.
Ospite d’eccezione nell’evento del 12 febbraio sarà il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, che risponderà alle domande degli studenti presenti.

 
Interverranno oltre al dirigente Scolastico Maria Grazia Lancellotti, Laura Marsilio Assessore alle Politiche Educative Scolastiche del Comune di Roma, Ivano Caradonna  Presidente del V Municipio del Comune di Roma, Raffaele Sanzo Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale.


In tale occasione sarà proiettato il filmato di Anna Vinci per Rai Sat Extra “La Costituzione spiegata ai bambini” in cui il Presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, commenta la Costituzione con alcuni alunni.


Il progetto “Il cammino della Costituzione”, che prende avvio con questo appuntamento, ha lo scopo di incoraggiare le scuole a continuare il percorso di formazione e confronto sui diritti e doveri alla base della nostra convivenza civile, iniziato con il 2008 in occasione  delle celebrazioni per  sessant’anni della Costituzione Italiana.

        

 


 

 

Presentazione del volume “60 anni di libertà”

 

Guida illustrata alla Costituzione Italiana per le scuole elementari e medie del Lazio a cura di Bruno Amatucci e Moreno Chiacchiera

 

12 febbraio 2009, ore 15.00

Teatro della S.M.S.

“Lucio Lombardo Radice”

Via Achille Tedeschi, 85 (91 per le auto) – Roma

 

Programma

 

Introduce

 

Maria Grazia Lancellotti, Dirigente Scolastico della S.M.S. “Lucio Lombardo Radice”, moderatrice dell’incontro

 

Intervengono

Silvia Costa, Assessore all’Istruzione, Diritto allo Studio e Formazione della Regione Lazio

Laura Marsilio, Assessore delle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma

Ivano Caradonna, Presidente del V Municipio

Bruno Amatucci, autore del volume “60 anni di libertà”

 

Ospite d’eccezione

il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick

che sarà lieto di rispondere alle domande degli studenti

 

Verrà proiettato il video di Anna Vinci “La Costituzione spiegata ai bambini”

i principi fondamentali illustrati da una guida d’eccezione,

il Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

 

Si ringrazia per la collaborazione

la S.M.S. “Lucio Lombardo Radice”, l’Istituto Montecelio e Rai Sat Extra

 

Questo appuntamento è la prima tappa del progetto “Il cammino della Costituzione”:

incontri con storici e costituzionalisti nelle Scuole medie della Regione Lazio

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